Le iniziative per i "giovani poveri e abbandonati"

 Le iniziative per i "giovani poveri e abbandonati"

Molte attenzioni furono rivolte anche ai giovani, i quali erano abbandonati, vagabondi, senza famiglia e in cerca di fortuna, ma  non erano abbastanza scolarizzati. 
L'aumento della popolazione giovanile spingeva i ragazzi a trasferirsi dalle campagne alle città, con la speranza di trovare un'occupazione che gli evitasse la miseria e la fame.
Per mantenere l'ordine pubblico le autorità erano tenute a controllare i nuovi arrivati, spesso però questa precauzione non era sufficiente per evitare risse, furti o il vagabondaggio.
In molti unirono gli sforzi per creare iniziative assistenziali ed educative per i "giovani poveri e abbandonati" e le "fanciulle pericolanti".




Iniziative religiose ed esperienze laiche

In campo religioso furono note le iniziative di: 
  • Giovanni Bosco e Leonardo Murialdo a Torino, 
  • Ludovico Pavoni e Luca Passi a Brescia, 
  • Pietro Leonardi, Maddalena di Canossa e Nicola Mazza a Verona
  • I fratelli Antonangelo e Marcantonio Cavanis a Venezia
  • Luigi Aiello a Napoli
Anche le chiese protestanti istituirono scuole, asili e orfanotrofi, soprattutto nelle valli del Pinerolese, in Toscana e nel sud Italia.

In campo laico furono note le iniziative dei gruppi mazziniani, mentre spiccarono dopo l'unità le iniziative intraprese dalla massoneria.
In questo ambito fu molto significativa la presenza della filantropia ebraica, poiché le sue radici affondavano in una lunga tradizione di rispetto del principio di giustizia.

Ogni iniziativa era sostenuta da benefattori, filantropi ed educatori. 
L'ambito cattolico era sostenuto dallo zelo pastorale, dunque la salvezza delle anime era l'obiettivo principale. Mentre coloro che sostenevano il campo laico avevano come obiettivo la valorizzazione delle potenzialità dell'individuo.

"Pedagogia povera"

Vi erano però punti analoghi, come le pratiche educative, infatti si giunse ad una è vera e propria elaborazione pedagogica
L'obiettivo era quello di rispondere alle esigenze dei ragazzi, fornire assistenza materiale, ospitalità, istruzione e avviamento al lavoro.
Vi era un'autorità esercitata talvolta in modo rude e nel prevalere dell'interesse generale su quello personale, inoltre era diffuso l'utilizzo di premi e castighi.



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