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Visualizzazione dei post da novembre, 2020

Cuore di Edmondo De Amicis

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  Cuore di Edmondo De Amicis Cuore è un romanzo scritto da Edmondo De Amicis, pubblicato nel 1886, la cui forma è quella del diario di un bambino. Infatti tratta di Enrico Bottini, il quale frequenta la terza elementare tra gli anni 1886-1887.  L'obiettivo di De Amicis quando scrisse quest'opera era quella di formare moralmente i fanciulli italiani, vengono trasmessi valori come: rispetto della famiglia, della giustizia e dell'autorità, senso dell'onore, dell'impegno del sacrificio. Per lo scrittore era fondamentale infondere nei nuovi generazioni l' amor di patria , per mantenere l'Italia unita.

Giuseppe Mazzini

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  Giuseppe Mazzini Egli pose particolare attenzione sul problema del rinnovamento politico dell'Italia, infatti senza la formazione di un popolo consapevole dei valori nazionali non si poteva pensare al Risorgimento dell'Italia. Giuseppe Mazzini nacque a Genova nel 1805, nel 1831 fondò la Giovine Italia e successivamente la Giovine Europa . L'obiettivo era quello di creare una generazione di giovani patrioti, che fossero promotori e non solo più cospiratori. Nel 1837 si trasferì in Inghilterra, dove: Diede inizio alla sua campagna di sensibilizzazione sui problemi italiani, Fondò l'unione degli operai italiani, Creò il giornale "Apostolato popolare", Nel 1841 apri una scuola gratuita per fanciulli e adulti analfabeti, la quale durò fino al 1848. Dopo l'unificazione tornò in Inghilterra e  le successive visite in Italia furono clandestine, morì durante una di queste a Pisa nel 1872. Per Giuseppe Mazzini il fine dell'educazione era nella presa di cosci...

Vicenzo Cuoco

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  Vincenzo Cuoco Fu il primo ad evidenziare il rapporto tra il problema nazionale e la diffusione della scuola. Egli nacque nel 1770 a Civitacampomarano, in Molise. Studiò giurisprudenza a Napoli, dove nel 1799 prese parte alla rivoluzione antiborbonica e filogiacobina. Successivamente si trasferì a Milano, dove pubblicò numerosi scritti sul tema dell' educazione popolare . Negli anni successivi tornò a Napoli, dove collaborò per un progetto riguardante un sistema di istruzione pubblica generale per il Regno di Napoli. Per lui era necessario creare un sistema educativo aperto al popolo, dunque la scuola doveva poter essere frequentata anche da coloro che appartenevano ad un ceto sociale inferiore. Egli scrisse che il popolo forma la  parte  più grande della nostra patria, da cui dipende. L'idea non era quella di creare un'unica scuola, bensì creare una doppia organizzazione scolastica , infatti secondo lui la mente degli abitatori della campagna è diversa da quella degli...

La cultura liberale e democratica

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 La cultura liberale e democratica Dopo la formazione dell' Italia unita bisognò far fronte a diverse problematiche: Vi era la leva militare obbligatoria. Vi era un alto tasso di ignoranza , infatti parte della popolazione non capiva cosa volesse dire "Italia unita". La diffusione delle scuole spaventava molto il ceto dirigente liberale, il quale temeva che l'eccesso di scuola potesse modificare o sconvolgere gli equilibri sociali . Bisognava dunque mirare alla formazione dell' italiano , che doveva essere colui che si sentiva parte attiva e forte della comunità nazionale e di conseguenza si sentiva chiamato da un preciso dovere civico.

La strada tra educazione e diseducazione

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  La strada tra educazione e diseducazione Egle Becchi, scrittrice e pedagogista, illustra il significato pedagogico della strada , la quale viene identificata come un luogo particolarmente importante nella storia dell'educazione, soprattutto per i ceti popolari. È specialmente il luogo di socializzazione , diversa da quella familiare e scolastica, in cui ci può essere educazione ma allo stesso tempo diseducazione. Nell'opera "Storia dell'infanzia" scrive che la strada sia il luogo per cui il bambino dovrebbe passare accompagnato, nonostante sia allo stesso tempo sogno dell'inventiva infantile, poiché si mescolano generazioni, si condividono attività e valori. La cultura del gioco infantile, in parte, nasce e si sviluppa nella strada.

Le iniziative per i "giovani poveri e abbandonati"

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  Le iniziative per i "giovani poveri e abbandonati" Molte attenzioni furono rivolte anche ai giovani, i quali erano abbandonati, vagabondi, senza famiglia e in cerca di fortuna, ma  non erano abbastanza scolarizzati.  L'aumento della popolazione giovanile spingeva i ragazzi a trasferirsi dalle campagne alle città , con la speranza di trovare un'occupazione che gli evitasse la miseria e la fame. Per mantenere l' ordine pubblico le autorità erano tenute a controllare i nuovi arrivati, spesso però questa precauzione non era sufficiente per evitare risse, furti o il vagabondaggio. In molti unirono gli sforzi per creare iniziative assistenziali ed educative per i "giovani poveri e abbandonati" e le "fanciulle pericolanti". Iniziative religiose ed esperienze laiche In campo religioso furono note le iniziative di:  Giovanni Bosco e Leonardo Murialdo a Torino,  Ludovico Pavoni e Luca Passi a Brescia,  Pietro Leonardi, Maddalena di Canossa e Nicol...

Friedrich Fröbel

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 Friedrich Fröbel  Friedrich Wilhelm August Fröbel è associato ad un'infanzia con tratti moderni, infatti il bambino non è più solo da custodire e alfabetizzare, ma ha anche il diritto di giocare e di apprendere attraverso il gioco, questo avviene nei Giardini d'infanzia.  Egli nacque nel 1782 nella boscosa Turingia, nella Germania centrale. Crebbe a stretto contatto con la natura, aderì con entusiasmo alle teorie della Naturphilosophie , diffusa Jena, dove studiò tra il  1799 e il  1802. Secondo questa teoria la natura è guidata da un'anima, ovvero una forma di intelligenza immanente , ovvero non esiste separata e indipendente da un'altra realtà. Con quel divino si manifesta in tutte le cose e agisce in esse, l'uomo è visto come  intimamente legato e parte la natura. Fu assistente di Pestalozzi, nel 1817 apri la sua prima scuola a Keilhaul. In questo periodo era già noto per aver scritto il saggio " L'educazione dell'uomo ". Nel 1840 dette...

Le prime scuole infantili e Ferrante Aporti

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Le prime scuole infantili  Le prime iniziative scolastiche furono avviate in Inghilterra e in Francia, infatti  in Scozia  nel 1816 l'industriale e filantropo Robert Owen apri una classe per i più piccoli. Venivano insegnate la storia naturale, la geografia, le danze e i canti. Successivamente a Londra vennero aperti i Westminster free day infant asylum . Le scuole avevano un cortile per giocare e per svolgere esercizi fisici, veniva insegnato l'alfabeto attraverso il gioco, inoltre si impartivano lezioni di scrittura e di calcolo. Samuel Wilderspin fu uno dei promotori di queste scuole, il quale raccolse il programma in un manuale uscito nel 1823 e successivamente tradotto in varie lingue. Nel 1826 a Ginevra e a Losanna nacquero le prime Ècoles des petits enfants e successivamente venne fondata la Société des salles d'asile-écoles gardiennes. Ciò dimostra come ci fu una forte attenzione verso prime età della vita. In Italia ci furono delle iniziative a favor...

L’infanzia nel XIX secolo

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  L’infanzia nel XIX secolo Nei primi decenni del XIX secolo si sviluppò un nuovo “sentimento dell’infanzia”, infatti si ha particolare interesse per il bambino e per la sua educazione. Questo perché grazie a Rousseau, Pestalozzi e Richter si diffondono gli ideali tipici della cultura romantica, per cui si poteva vedere il mondo attraverso gli occhi dell’ingenuità tipica dei bambini. Inoltre ci fu anche un maggiore interesse per la medicina, che portò ad avere maggiore attenzione per le condizioni igieniche anche nelle famiglie popolari. In aggiunta nel 1815 ci fu un forte incremento della popolazione, soprattutto per via del periodo di pace successivo alle guerre napoleoniche, nonostante fosse ancora alto il tasso di mortalità. L’aumento delle nascite portò come conseguenze l’accattonaggio, ovvero la richiesta die elemosina e il vagabondaggio, poiché molti bambini venivano abbandonati.  Con lo sviluppo delle industrie nacque il fenomeno del lavoro femminile extracasalin...

Le affinità elettive di Johann Wolfgang Goethe

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 Le affinità elettive di Johann Wolfgang Goethe Friedrich Fröbel aderì alla Naturphilosophie , visione del mondo che concepisce la natura come dotata di una forma intelligente immanente. La natura sta spesso al centro delle opere di Goethe , specialmente nel romanzo “ Le affinità elettive ” del 1809. L’opera si svolge nella casa di campagna della coppia di sposi Carlotta ed Edoardo , qui ospitano il Capitano , che è amico di Edoardo, e Ottilia , che è la nipote di Carlotta. Edoardo però è attratto da Ottilia, che lo ricambia e lo stesso accade per Carlotta e il Capitano.  Goethe esalta i legami che si vengono a creare, definendoli attrazioni prodotte da leggi naturali e paragonandoli alle reazioni chimiche . Dunque mette in evidenza l’affinità tra uomo e natura , infatti tratta anche della vegetazione che circonda la tenuta, poiché spiega che la prima viene costantemente curata e “addomesticata” dall’uomo. 

La postmodernità

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  La postmodernità Jean Francois Lyotard Jean Francois Lyotard fu un filosofo francese vissuto dal 1924 al 1998, egli parlò per la prima volta di post modernità per descrivere la condizione della cultura contemporanea. Egli scrisse che la post modernità è caratterizzata dalla fine delle grandi narrazioni, questo perché nel corso della storia le società si sono basate su grandi interpretazioni del mondo, ovvero le narrazioni le quali potevano essere filosofiche, scientifiche, letterarie o religiose. Queste narrazioni hanno cercato di mettere ordine nella realtà, spiegando in maniera organica e unitaria il senso delle cose. Quando parla di fine delle grandi narrazioni egli intende dire che questi racconti universali non hanno più presa sulle persone, infatti queste non cercano più la ragione di ciò che accade e non vi si rivolgono per capire come agire.  Postmodernità La cultura post-moderna è anti utopica, ovvero priva di grandi ideali ma ricca di scetticismo nei confronti dei ...

Società moderna

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  Società moderna  Lavoro Nella società la vita viene scandita dai vincoli e dagli orari del lavoro, il quale è al centro di un processo di razionalizzazione , che ha diversi aspetti. Innanzitutto vi è la coordinazione degli sforzi, infatti il lavoro porta al risultato dell’azione coordinata di può persone, la quali svolgono azioni collegate tra loro, ma differenti. Questa coordinazione può avvenire in modi diversi: Due o più persone che compiono azioni nello stesso modo e che hanno lo stesso fine  Coordinazione di attività diverse, in cui il lavoro viene diviso e non c'è collaborazione Due o più persone compiono azioni differenti, ma aiutandosi tra loro. Questa modalità è quella tipica della società moderna. Un altro significato attributo al termine "razionalizzare" è " semplificare ". Per quanto riguarda il lavoro, esso viene scomposto in compiti più semplici, rispetto al periodo precedente l'industrializzazione. Ultimo aspetto è che la razionalizzazione è...

Aristide Gabelli

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Aristide Gabelli  Aristide Gabelli nacque a Belluno nel 1830 e fu un pedagogista, oltre che un’importante esponente dell'alta burocrazia ministeriale.  Scrisse “ Il metodo di insegnamento nelle scuole elementari in Italia ” nel 1880, il quale aiuta a capire a quali finalità doveva rispondere e di quali metodologie doveva avvalersi la scuola elementare, alla quale accedevano soltanto due bambini su tre.  Il suo punto di partenza fu una domanda: a che cosa serve la scuola se dopo poco tempo le nozioni apprese vengono dimenticate? La sua risposta fu che l'efficacia delle scuole è direttamente proporzionata alla capacità dei maestri di essere aderenti alle esperienze infantili. Morì a Padova nel 1891 Herbart e Gabelli a confronto Si possono scorgere grandi differenze che egli aveva rispetto ad Herbart, infatti egli svolse un'approfondita riflessione sulla natura della scuola elementare, mentre il secondo una rigorosa pianificazione dell'attività dei docenti.  È diverso a...

Mutuo insegnamento

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Mutuo insegnamento Nel 1796 Andrew Bell presentò i risultati del suo esperimento di mutua istruzione , un sistema efficace ed economico per combattere l'analfabetismo.  Quasi contemporaneamente nel 1798 Lancaster , senza conoscere quello che aveva già scritto Bell, avviò una scuola gratuita per i poveri, dando vita ad un sistema di istruzione analogo a quello già realizzato da Bell. Egli  distribuì i piccoli gruppi secondo il livello delle conoscenze già possedute e gli assegnò ad allievi già formati. Si può quindi notare il bisogno di disporre un metodo rapido ed economico di istruzione. Grande critica che venne mossa fu che il sapere prodotto era a base mnemonica, adatto a persone destinate a restare in condizioni sociali umili. Dunque l'esperienza delle scuole di mutuo insegnamento non passò inosservata sulla scena scolastica europea. Infatti a questo periodo risale l'insegnamento contemporaneo di lettura, scrittura e calcolo. In aggiunta vi era l'ostilità dei setto...

Johann Friedrich Herbart

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Johann Friedrich Herbart  Johann Friedrich Herbart è considerato il primo pedagogista, per l’accezione moderna del termine.  Nacque nel 1776 a Oldenburg, nella Germania nord-occidentale, la sua famiglia era colta ed egli rivelò talento per lo studio della musica, oltreché nella filosofia.  Partì dalle opere di Kant e da quelle di Pestalozzi , alle loro teorie ci aggiunse l'esperienza di precettore condotta in una famiglia svizzera molto importante, tra il 1797 e il 1799. Intorno a questi tre capisaldi elaborò la sua teoria di pedagogia, che venne definita nel 1835 ne “ Compendio delle lezioni di pedagogia ”, opera rivolta ai suoi studenti.  Egli considerava la natura come un sapere dotato di una propria specificità che fa riferimento alla filosofia morale e alla psicologia. L'intera vita psichica e spirituale consiste nell'incessante processo di collegamento delle nuove rappresentazioni con quelle che la mente già possiede. La sua pedagogia rifugge sia dall'idealis...

Modernità

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Modernità Durante il XIX secolo si venne a formare la “società alfabeta”, poiché tutti avevano la padronanza degli elementi fondamentali del sapere: leggere , scrivere e far di conto .  Si formò quindi l'espressione “modernità”, la quale veniva utilizzata in alternativa alle consuetudini tipiche della tradizione, vi era una fiducia nel progresso , oltre che il principio della libera concorrenza, la visione laica dell’esistenza e il valore della razionalità. Si formò quindi la nuova società, nella quale i sostenitori della modernità erano convinti che attraverso la generalizzazione della scuola i bambini potessero diventare adulti all'altezza dei tempi, dunque capaci di inserirsi nella vita sociale in modo attivo.  Di conseguenza il modello di vita borghese era da estendere a tutti, anche ai ceti sociali più poveri. L'importanza della scuola venne condivisa anche da coloro che diffidavano dell'idea di modernità, la quale era molto lontana dai valori tradizionali, sopra...