L’infanzia nel XIX secolo
L’infanzia nel XIX secolo
Nei primi decenni del XIX secolo si sviluppò un nuovo “sentimento dell’infanzia”, infatti si ha particolare interesse per il bambino e per la sua educazione. Questo perché grazie a Rousseau, Pestalozzi e Richter si diffondono gli ideali tipici della cultura romantica, per cui si poteva vedere il mondo attraverso gli occhi dell’ingenuità tipica dei bambini. Inoltre ci fu anche un maggiore interesse per la medicina, che portò ad avere maggiore attenzione per le condizioni igieniche anche nelle famiglie popolari.
In aggiunta nel 1815 ci fu un forte incremento della popolazione, soprattutto per via del periodo di pace successivo alle guerre napoleoniche, nonostante fosse ancora alto il tasso di mortalità. L’aumento delle nascite portò come conseguenze l’accattonaggio, ovvero la richiesta die elemosina e il vagabondaggio, poiché molti bambini venivano abbandonati.
Con lo sviluppo delle industrie nacque il fenomeno del lavoro femminile extracasalingo, il quale costringeva le donne a trovare forme di assistenza per la prole. La maggior parte delle volte erano i figli maggiori che si prendevano cura dei più piccoli, altre volte invece c’erano donne anziane che lo facevano per pochi soldi.
Ma ben presto anche i bambini iniziarono a lavorare nelle fabbriche, dove venivano sfruttati economicamente e si ammalavano per gli agenti inquinanti.
Soprattutto per questo emersero nuove iniziative educative e assistenziali in favore dei bambini.

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