Giovanni Gentile

 Giovanni Gentile

Egli fu l'esponente più importante della reazione antipositivistica che si verificò in Italia nei primi due decenni del 900.


Nacque a Castelvetrano, Trapani, il 29 maggio 1875, successivamente frequentò la prestigiosa Scuola Normale di Pisa. Lavorò poi come docente di filosofia nei licei e pubblicò i suoi primi scritti. Fino a diventare un professore all'università di Palermo, di Pisa, poi di Firenze e infine a Roma. La carriera accademica era accompagnata da una crescente notorietà in campo culturale, dunque non solo filosofico. Nel 1920 fondò il "Giornale critico della filosofia italiana" e nel 1922 venne chiamato a ricoprire l'incarico di ministro della pubblica istruzione e in tale veste mise mano alla riforma scolastica del 1923. Divenne poi un autorevole esponente del fascismo, che egli vedeva come il compimento del Risorgimento nazionale. Dal 1925 al 1944 gli fu affidata la direzione dell'Enciclopedia italianala, nel frattempo pubblicò altri scritti. Morì a Firenze il 15 aprile 1944 in un attentato dei partigiani.

Nel 1901 pubblicò il saggio "Il concetto scientifico della pedagogia" in cui delinea la natura della pedagogia. Egli critica la pedagogia come scienza sperimentale, ma anche la pedagogia quale esercizio pratico fondato sui dati della filosofia etica e della psicologia. Gentile ritiene che la pedagogia non può che essere "pensato la formazione dello spirito", ovvero sapere filosofico.

In "Sommario di pedagogia come scienza filosofica" espone la sua idea di scuole e di didattica:

  • Scuola è il luogo in cui si compiono i processi di crescita spirituale
  • La didattica è descritta come una continua costruzione personale dell'apprendimento del sapere, in cui nulla deve essere precostruito.
L'obiettivo era quello di evidenziare che il processo educativo autentico si compie attraverso la fusione spirituale tra maestro e discepolo, superando in questo modo tutte le possibili antinomie dell'educazione.

La proposta educativa era quella di un corso di studio incentrato sulle discipline umanistiche, in particolar modo quelle letterario-storico-filosofiche. Questo perché soltanto frequentando le discipline che studiano l'essere umano dal punto di vista della sua spiritualità è possibile coglierne l'intima natura e garantire un'educazione umana.

Egli diede particolare attenzione ai classici, ovvero quegli autori che erano capaci di far risuonare, anche dopo secoli, i temi universali proprio dell'umanità.
Le opere classiche costituiscono la via ideale per inoltrarsi nel mistero della vita e della morte, per scoprire il senso della bellezza.
Il momento più alto dell'esperienza umana è rappresentato dall'autocoscienza, ovvero la capacità di cogliere il senso della realtà e del nostro io ed esprimere un giudizio critico.

Egli disegnò anche un secondo percorso formativo rivolto alla grande massa alla quale era precluso l'accesso agli studi superiori, in questo caso è però escluso la filosofia.

Commenti

Post popolari in questo blog

Economia, politica e cultura

La democrazia