Le prime scuole infantili e Ferrante Aporti

Le prime scuole infantili 

Le prime iniziative scolastiche furono avviate in Inghilterra e in Francia, infatti in Scozia nel 1816 l'industriale e filantropo Robert Owen apri una classe per i più piccoli. Venivano insegnate la storia naturale, la geografia, le danze e i canti.

Successivamente a Londra vennero aperti i Westminster free day infant asylum. Le scuole avevano un cortile per giocare e per svolgere esercizi fisici, veniva insegnato l'alfabeto attraverso il gioco, inoltre si impartivano lezioni di scrittura e di calcolo.

Samuel Wilderspin fu uno dei promotori di queste scuole, il quale raccolse il programma in un manuale uscito nel 1823 e successivamente tradotto in varie lingue.

Nel 1826 a Ginevra e a Losanna nacquero le prime Ècoles des petits enfants e successivamente venne fondata la Société des salles d'asile-écoles gardiennes. Ciò dimostra come ci fu una forte attenzione verso prime età della vita.

In Italia ci furono delle iniziative a favore dell'infanzia povera, le quali vennero promosse dai marchesi Tancredi e Giulia di Barolo.

Ferrante Aporti

Nacque nel 1791 a San Martino e divenne sacerdote nel 1815, studiò a Vienna dove frequentò il collegio Theresianum. A Vienna studiò anche pedagogia, per questo venne a conoscenza del manuale pubblicato da Wilderspin. Successivamente divenne direttore della scuola elementare maschile di Cremona.

Sempre a Cremona nel 1828 apri una scuola infantile per bambini dai due anni e mezzo ai sei anni, l'iniziativa fu apprezzata e riprodotta in tutta Italia.

Elaborò una vera e propria pedagogia dell'infanzia che espose nel 1833 nel "Manuale di educazione ed ammaestramento per le scuole infantili" 

Nel 1849 lasciò la Lombardia e si trasferì a Torino dove lavorò presso il ministero della pubblica istruzione, morì nel 1858.


La formazione del bambino

Egli, come molti altri, ripose grande fiducia nella formazione precoce dei bambini piccoli. Infatti secondo lui molte delle difficoltà dei bambini che frequentavano le classi elementari erano dovute ad una mancanza di un'adeguata preparazione prescolastica oppure dalle cattive abitudini acquisite in famiglia.

Pensò quindi di creare un'anticipazione della scuola elementare, il programma garantiva una buona assistenza materiale e mirava lo sviluppo intellettuale, morale e fisico.

Aporti sottolineò l'importanza: 

  • dell'insegnamento religioso posto alla base dell'educazione morale,
  • della valorizzazione del "forte spirito imitativo" dei bambini
  • dei contenuti dell'apprendimento
  • dell'esercizio fisico nella forma del gioco
Al contrario del manuale dal quale prese ispirazione, egli fu molto più attento al corretto uso della lingua, inoltre creò appositi esercizi, insistette con forza sulla pulizia e sulla cura del corpo e degli abiti, oltreché della sana alimentazione.

Fortuna e crisi dell'aportismo 

La proposta fortemente innovativa e venne sostenuta specialmente negli ambienti progressisti. Le scuole organizzate secondo questa teoria si diffusero grazie al sostegno degli esponenti del movimento liberale, come Camillo Benso di Cavour, Cosimo Ridolfi, Raffaello Lambruschini...

Ebbe un periodo di crisi quando arrivò in Italia l'esperienza dei Giardini d'infanzia creati dal pedagogista tedesco Friedrich Fröbel.



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