Friedrich Fröbel
Friedrich Fröbel
Friedrich Wilhelm August Fröbel è associato ad un'infanzia con tratti moderni, infatti il bambino non è più solo da custodire e alfabetizzare, ma ha anche il diritto di giocare e di apprendere attraverso il gioco, questo avviene nei Giardini d'infanzia.
Egli nacque nel 1782 nella boscosa Turingia, nella Germania centrale. Crebbe a stretto contatto con la natura, aderì con entusiasmo alle teorie della Naturphilosophie, diffusa Jena, dove studiò tra il 1799 e il 1802. Secondo questa teoria la natura è guidata da un'anima, ovvero una forma di intelligenza immanente, ovvero non esiste separata e indipendente da un'altra realtà.
Con quel divino si manifesta in tutte le cose e agisce in esse, l'uomo è visto come intimamente legato e parte la natura.
Fu assistente di Pestalozzi, nel 1817 apri la sua prima scuola a Keilhaul. In questo periodo era già noto per aver scritto il saggio "L'educazione dell'uomo".
Nel 1840 dette al suo istituto il nome di Kindergarten, ovvero giardino d'infanzia, qui forniva indicazioni pratiche, esaltava l'opera educativa della donna e l'amore per i bambini, il tutto nel rispetto delle leggi della crescita naturale.
Il Kindergarten aveva come particolarità la capacità di mettere a punto pratiche educative particolarmente efficaci.
Morì a Marienthal nel 1852.
I bambini
Per lui il fine dell'educazione è la conoscenza della natura, per questo segue il corso della natura e ne imita le modalità di creazione nei giochi.
L'educazione si configura come sostegno all'autorealizzazione personale, oltre che la sperimentazione del senso divino nella realtà della natura.
Egli era convinto che i bambini fossero come giovani piante e piccoli animali a cui diamo tempo e spazio, nella consapevolezza che si sviluppano e crescono bene secondo le leggi operanti in ciascuno singolarmente.
I doni
Se precedentemente il gioco veniva visto come un momento di ricreazione, per Fröbel diventa il baricentro dell'educazione infantile.infatti è uno strumento che favorisce l'espressione creativa legata al linguaggio. Su queste basi egli sviluppò l'idea dei doni, cioè giocattoli dotati del potere simbolico di far intuire al bambino le leggi che regolano il mondo. I doni venivano pensati secondo una logica sequenziale e progressiva.
- Il primo dono era una palla elastica, essa diveniva oggetto di osservazione e di appositi esercizi, infatti le venivano associate specifiche attività pratiche intervallate dalla recita di brevi poesie o di semplici canti. Era accompagnata da altre sei palle più piccole in diverse colorazioni, queste consentivano giochi analoghi.
- Il secondo dono era composto da una sfera, un cubo di legno e un cilindro. Gli esercizi mostravano come ci può essere armonia anche in ciò che apparentemente è contrario: l'instabilità e il movimento della sfera e la stabilità del cubo si fondono nel cilindro, allo stesso modo la superficie piana del cubo e la superficie curva della sfera si ritrovano nel cilindro.
- Il terzo dono era un cubo diviso in otto piccoli cubi.
- Il quarto dono era un cubo distribuito in tavolette di spessore e lunghezza diverse.
Altri doni rappresentavano l'unità e la pluralità, la lunghezza e la grandezza, la moltiplicazione e la divisione. Ma l'obiettivo era sempre quello di rispondere al bisogno del bambino di "vedere dentro" le cose e manipolare oggetti grandi e piccoli.
Altre attività creative erano il modellaggio della creta, il cucito e altri lavori manuali che variavano in base allo sviluppo del bambino.
La fortuna del fröbelismo
Egli non vide riconosciuti suoi meriti, infatti il suo progetto di educazione infantile sembrava troppo innovativo. Soltanto qualche anno dopo i Kindergarten si diffusero, non sono in Germania ma in tutta l'Europa e anche negli Stati Uniti..

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