Rousseau e l'illuminismo
Rousseau e l'illuminismo
Jean Jacques Rousseau fu un filosofo svizzero ma di lingua francese, che visse tra il 1712 e il 1778. Egli criticò la società, non in quanto tale ma per come era diventata poiché non aveva fatto altro che nuocere all’individuo e per questo era necessario un nuovo tipo di educazione.

Inoltre il fanciullo necessitava di tre maestri:
- Uomini, che intervengono sulle facoltà per il loro uso
- Natura, che fa si che il bambino sviluppi le facoltà
- Cose, ovvero il campo di esperienza degli individui che utilizzano le facoltà (capacità fische - morali).
Secondo il filosofo questi tre maestri non devono mai essere contrastanti, altrimenti fanno si che il discepolo ricevi una cattiva educazione. Per fa si che questo non accada bisogna seguire il ritmo della natura e utilizzarlo come punto di riferimento per gli altri.
Dunque per Rousseau l'educazione deve essere:
- Naturale, seguire i ritmi della natura
- Negativa, ovvero lasciare che sia la natura stessa a imporre la sua legge
- Indiretta, che è conseguenza di quella negativa, in quanto il bambino può imparare soltanto attraverso gli effetti delle sue azioni.
Il filosofo riuscì a condividere con numerosi altri pensatori la sua teoria, fu ascoltato anche da alcuni illuministi, sebbene nei loro confronti avesse una visione critica, poiché vedeva in loro un eccessivo entusiasmo.
Ma a differenza loro Jean Jacques Rousseau era riuscito a capire che la ragione non basta per rendere l’uomo felice e che il progresso, ovvero la civilizzazione, ha reso l'uomo infelice. Soprattutto da quando è nata la proprietà privata, la quale non ha fatto che esaltare le disuguaglianze. Ma in questo caso vi è una similitudine con il pensiero illuminista, poiché coloro che seguivano questa corrente credevano nell’uguaglianza, oltre che nella filantropia, ovvero l'amore per gli altri e la tolleranza.
In aggiunta secondo gli illuministi l’uomo doveva rifiutare i dogmi e, allo stesso tempo, essere libero di esprimere le sue emozioni, proprio come Rousseau disse che l’uomo doveva tornare allo stato di natura, in cui si era liberi da regole e restrizioni.
Altra caratteristica che accomuna il pensiero di Rousseau con quello dei philosophes è il bisogno di un miglioramento concreto della realtà, poiché entrambi pensavano che fosse necessario un cambiamento. Ma emerge una profonda e fondamentale differenza, ovvero la controtendenza di Jean Jacques Rousseau rispetto all’epoca e dunque al pensiero illuminista, che credevano molto nello sviluppo e nel futuro, al contrario del filosofo svizzero che credeva nel bisogno di un ritorno allo stato di natura. Infatti egli disse “Tutto quello che esce dalle mani dell’autore delle cose è buono. Tutto quello che passa per le mani dell’uomo degenera”, frase che riesce a riassumere tutto il suo pensiero.
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