La società di massa
La società di massa
Come già detto il mondo è basato su norme che sono vincolanti per i singoli individui. La comunità è caratterizzata da rapporti con un alto livello di intimità personale, impegno reciproco e legami forti.
Ma sono ben visibili le differenze rispetto alle precedenti forme di collettività, infatti a partire dal XVII secolo venne messa in discussione l'idea che la comunità dovesse essere la forma prevalente della vita associata; viene quindi sposata l'attenzione sul singolo. Poiché si diffonde l'idea che la facoltà umana di pensare e agire razionalmente debba diventare un nuovo collante sociale.
Nella collettività di tipo societario, al contrario della collettività umanitaria, la nascita e la cura delle malattie, così come l'educazione dei figli, il matrimonio e il lavoro, sono fatti burocratici, dunque non è la famiglia a doversene fare carico.
Inoltre la vita individuale è sempre più amministrata dalla collettività, che coincide però sempre meno con la comunità in cui si vive e sempre più con lo Stato. Così facendo aumenta non solo il benessere individuale, ma anche la libertà di scelta dell'individuo, il quale è libero dalle tradizioni, ma sempre più costretto ad omologarsi alla massa.
La società moderna è però basata sulla:
- razionalizzazione, porta con sé maggiore controllo della società sui nostri comportamenti.
- individualizzazione, ha come effetto la progressiva omologazione agli standard della società.
La razionalizzazione si caratterizza dalla formalizzazione delle procedure procedure e del linguaggio, per migliorare l'efficacia e l'efficienza delle azioni. Inoltre è sinonimo di universalismo, in quanto ciò che è razionale vale per tutti. Infine è un processo attraverso il quale si sviluppa il carattere interpersonale delle azioni, ovvero la loro indifferenza rispetto all'essere umano.
L'individualizzazione è quel processo in cui i legami di tipo societario hanno funzione di guida, dunque l'individuo è costretto a pensare da solo. Inoltre coincide con l'autonomia morale, ovvero la capacità di esprimere un giudizio personale intorno al bene e al male. Dunque più l'individuo cerca di affermare se stesso, più è responsabile di quello che fa, quindi può attribuire successi e insuccessi solo a se stesso.
Ma con il passaggio da comunità a società il concetto cambia, poiché il soggetto è situato nel punto di intersezione delle sfere. Di conseguenza egli fa esperienza in mondi separati e autonomi.
Bisogna però ricordare che l'individualizzazione ha portato il fenomeno dell'individualismo, cioè il bisogno di esteriorizzare il proprio io.
La società di massa si realizza nel momento in cui vengono estesi a tutti i privilegi e i diritti fondamentali, come l'istruzione e la partecipazione alla vita politica. Le preferenze culturali vengono però determinate dal volere e dai gusti dell'intera popolazione. Nonostante le leggi e dunque anche le scelte culturali, si ripercuotano sulla popolazione, producendo così effetti omologanti.
A questo punto si produce una massificazione dei comportamenti, in cui l'omologazione è alla base.

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