Rivoluzione francese e Napoleone

 Rivoluzione francese e Napoleone

Con la rivoluzione francese ci fu un grande distacco dal passato, tanto che alcuni governi rivoluzionari sancirono per la prima volta tra i diritti dell’uomo alcune prerogative dell’infanzia, che da quel momento si cominciarono a reputare inalienabili. 
Inoltre venne introdotta una nuova concezione di cittadino e di Stato, ma soprattutto di uomo, il quale veniva inteso come soggetto portatore di diritti e di doveri. Per questo venne proclamata obbligatoria l’istruzione per tutti (anche donne).

Si formò la figura degli  idèologues, ovvero la generazione di uomini di cultura successiva a quella dei philosophes. Joseph Lakanal, il quale era un idèologues propose la legge che regolò il sistema scolastico francese dal 1795 al 1802 e che prevedeva tre ordini di scuola.

Altra conseguenza fu che la figura del bambino venne idealizzata, infatti fu eletto a simbolo della purezza, dell’innocenza e della forza della Rivoluzione stessa. Celebravano dunque la speranza per il futuro.
La rigenerazione dell’uomo repubblicano non doveva essere solo morale e interiore, ma anche corporea e visibile. 
Inoltre nei progetti educativi rivoluzionari il lavoro manuale era concepito come mezzo efficace per fortificare la volontà, il bambino sarebbe dunque diventato un eccellente soldato.

Venne rimarcata anche l’importanza del legame affettivo madre-figlio. Infatti coloro che erano stati privati della madre naturale vennero inseriti in una nuova famiglia. Altrimenti non avrebbero conosciuto l’idea di dovere, che nasce in famiglia. Dunque solo l’educazione familiare poteva garantire un’adeguata formazione morale. Come soluzione si decise di prevenire l’abbandono, aiutando le famiglie povere. 
Il 18 agosto 1792 venne promulgata la legge sull’adozione. 
L’infanzia divenne dunque modello di virtù morale e di coraggio militare.

Napoleone apportò diverse innovazione alle istituzioni scolastiche, infatti istituì i licei, inoltre cercò di fare in modo che il sistema scolastico fosse laico e statale. Rese gerarchico e centralizzato il sistema scolastico per rendere più facile il suo controllo e aveva come obiettivo quello di dotare ogni comune di una scuola.
I licei erano delle sorte di collegi, che secondo Napoleone dovevano rappresentare la fucina della classe dirigente dell’impero. 
Si studiavano: storia contemporanea, scienze, geografia le quali erano state escluse fino a quel momento, oltre che le lingue classiche e le materie umanistiche. 
Gli studenti dovevano vivere all’intento dell’istituto e seguivano regole molto rigide, inoltre venivano accolti solo gli studenti migliori.







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