Dalla modernità borghese alla modernità scientifica

 Dalla modernità borghese alla modernità scientifica

Intorno alla metà del XIX secolo si diffuse il positivismo, dunque crebbe notevolmente la fiducia nelle capacità conoscitive della scienza, pertanto si pensava che il metodo scientifico andasse applicato a tutti i campi.
L'educazione si ispirò ai valori della modernità scientifica, di conseguenza la borghesia, la scienza e la modernità furono strettamente connesse.



Il maggiore esponente del Positivismo fu Auguste Comte, il quale scrisse "Corso di filosofia positiva" (1830-1842), in cui metteva in risalto il progresso fatto dall'uomo nel corso della storia. 
Infatti inizialmente l'uomo interpretava gli eventi, attraverso la religione, riuscendo però successivamente a interpretare gli evento naturali attraverso la metafisica e il metodo scientifico. 
Pertanto la scienza e il metodo sperimentale sono fondamentali per giungere ad una verità corretta.


Altro esponente molto importante fu Charles Darwin, il quale trattò come argomento principale quello dell'evoluzione dell'uomo e della specie. Queste sue riflessioni misero in discussione l'identità umana stabile e sempre uguale a sé stessa, inoltre cambiò il posto dell'uomo rispetto alla natura.

Anche la pedagogia venne messa in connessione con la scienza, dunque si iniziò a parlare di scienze dell'educazione. A questa spetta il compito di garantire lo sviluppo della società, favorendo l'istruzione dei ceti incolti.

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