Herbert Spencer
Herbert Spencer

Morì nel 1903.
Egli elaborò una vera e propria teoria filosofica di impianto evoluzionista.
Egli scrisse "L'ipotesi dello sviluppo" e lo pubblicò nel 1852, in questa opera presentò la tesi dell'evoluzione come legge universale, in connessione al mondo della natura, alla società, all'arte, all'educazione e al linguaggio.
Nel 1861 nel saggio "Educazione intellettuale, morale e fisica", egli presentò la sua pedagogia evoluzionistica.
Spencer scrisse che la legge dell'evoluzione poggia su tre caratteristiche:
- Il passaggio da una forma meno coerente a una più coerente;
- Il passaggio dall'omogeneo all'eterogeneo;
- Il passaggio dall'indefinito al definito.
Questi tre punti fanno però parte di altri tre principi:
- L'indistruttibilità della materia;
- La continuità del movimento;
- La persistenza della forza.
Egli sosteneva che l'intelligenza umana corrispondesse in parte a un dato ereditario, il quale si consolida durante l'evoluzione, grazie ad un progressivo accumulo di esperienze. Dunque l'educazione dell'uomo deve avvenire tenendo conto della sua condizione di essere naturale.
Questo perché l'obiettivo dell'educazione è strettamente connesso alla concezione dell'uomo naturale, che si esprime in determinate attività, che hanno il fine di conservare la specie umana.
Per Spencer la priorità dell'educazione era la formazione fisica, in secondo piano vi era l'educazione intellettuale, la quale era intesa come padronanza del metodo scientifico. Egli vedeva con diffidenza lo studio delle materie umanistiche, infine vi era l'educazione morale.
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