La magia e il suo funzionamento
La magia e il suo funzionamento
Dopo i progressi della scienza moderna si diffuse l'idea la magia potesse cambiare a proprio favore il corso degli eventi e la natura delle cose. Il tutto attraverso l'utilizzo di speciali combinazioni di sostanze, associate a formule verbali e gesti.
Dunque si diffuse lo studio della magia, come modo di pensare. L'atto magico veniva considerato come un'azione compiuta da un soggetto, con lo scopo di esercitare un'influenza di qualche tipo su qualcuno o qualcosa. Vi era poi una distinzione tra magia nera e magia bianca, infatti la prima produce effetti negativi, mentre la seconda benefici.
James Franzer (1854-1941) credeva che il pensiero magico avesse preceduto quello religioso nella storia dell'umanità e aveva colto due modalità del pensiero magico:
- Imitazione: ad esempio, credenza che cospargendo un territorio di acqua e riproducendo il suono della sua caduta, si possa favorirne l'arrivo.
- Contagio: idea che due cose, per il fatto di essere entrare in contatto tra loro, cpàmservino anche se lontane, il potere di agire l'una sull'altra.
Inoltre in molti ritenevano che ci fosse un legame tre magia e religione, per via delle somiglianze tra i due pensieri.
Anche Bronislaw Malinowski elaborò una sua teoria, infatti distinse la magia dalla religione e dalla scienza. La sua idea era che la magia fosse un mezzo usato per affrontare le situazioni generatrici di ansia. Elaborò questo pensiero dopo aver effettuato le ricerche nelle isole Trobriand, dove osservò che i Trobriand compivano riti magici quando dovevano svolgere qualche mansione di tipo pratico. Aggiunse poi che la magia è ricerca di rassicurazione di fronte all'incertezza e all'imprevedibilità degli eventi, dunque non ci si deve chiedere se realmente funzioni.
Ernesto de Martino elaborò la sua teoria riguardo la magia e affermò che la magia consiste in un residuo arcaico con cui l'uomo afferma la propria esistenza di fronte all'idea di morte e dell'annullamento.

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