Le vie dell'alfabeto

Le vie dell'alfabeto

Successivamente alla creazione dell'unità d'Italia fu necessario creare una cittadinanza comune, affinché questo accadesse si accostò l'istruzione all'esercito, il quale metteva in comunicazione giovani italiani.


Da metà dell'800 e gli inizi del '900, l'Italia compì un passo decisivo verso l'alfabetizzazione
Infatti nel 1861 emerse che neanche un quarto della popolazione italiana era alfabeta. Mentre nel 1901 solo il 50% della popolazione italiana era analfabeta. Con il tempo le capacità di far di conto, leggere e scrivere vennero considerate necessarie per tutti, inoltre furono sempre più strettamente legate all'evoluzione sociale, economica e civile, dunque vennero introdotti i vincoli di obbligatorietà. 

La lotta contro l'ignoranza dovette però scontrarsi con varie difficoltà, tra le quali:

  • Arretratezza dell'economia;
  • Povertà delle popolazioni;
  • Squilibri territoriali per quanto riguardava la distribuzione delle scuole; 
  • Indifferenza dei genitori nel mandare i figli a scuola;
  • Ostilità di una parte del clero;
  • Timori della classe dirigente che l'eccessiva istruzione potesse scatenare conseguenze sociali imprevedibili, come ribellioni. 


Possono essere individuati due termini per la lotta contro l'ignoranza: alfabetizzazione e scolarizzazione:

  1. Alfabetizzazione: insieme dei processi con i quali si impara a leggere, scrivere e a far di conto. Questa attività la si pratica nelle varie iniziative come corsi, esperienze di lavoro...
  2. Scolarizzazione: frequentazione della scuola.

Uno dei cambiamenti principali riguardava l'obbligo di frequenza, inoltre la scuola veniva gestita da un personale laico e divenne funzione dello Stato. In aggiunta la scuola elementare aveva come obiettivo quello di soddisfare i bisogni di tutti, sebbene fossero più presenti nel Nord Italia, rispetto che al sud, dove vi era un alto tasso di analfabeti.

Altro aspetto innovativo fu la scolarizzazione femminile. Le fanciulle risultavano più analfabete rispetto ai maschi, in quanto il punto di partenza era inferiore e raramente continuavano gli studi dopo la scuola elementare.


Le diverse formazioni

Per sconfiggere l'ignoranza fu necessario scolarizzare anche gli adulti. Per farlo vi furono diverse iniziative, tra le quali le "Scuole reggimentali", che si diffusero rapidamente e dal 1869 venne introdotto l'obbligo di frequenza ribadito nel 1872.

Vennero istituite anche le scuole serali e festive, le quali erano finanziate da Comuni e  privati, benefattori e filantropi. L'aumento dell'istruzione portò allo sviluppo dell'opinione politica personale.

Inoltre vennero fondate le scuole tecniche, sostenute economicamente dagli imprenditori. Fornivano ai giovani competenze nel settore meccanico, elettrico, chimico ecc. Anche le scuole tecniche agrarie svilupparono un'attività di formazione a largo raggio. 

Vi era infine la Società di Mutuo Soccorso, che aveva scopi rivendicativi simili a quelli che ad oggi sono esercitati dai sindacati. Esse volevano stimolare nei ceti artigiani e operai una mentalità fondata su un rapporto fra il lavoro manuale e le cognizioni tecniche e scientifiche. 

La Chiesa e i cattolici diedero inizio ad attività che riguardavano la sfera dell'educazione infantile e femminile e la preparazione professionale giovanile e degli adulti. Il loro obiettivo era quello di unire i cambiamenti prodotti dalla modernità e le tradizioni e i valori etico-religiosi. 


Le figure degli insegnanti

Nel corso del XIX secolo si costituì un gruppo di persone professionalmente dedicate all'insegnamento primario, dunque seguivano un regolare percorso di studi.  Inoltre veniva spesso affiancata alla figura del maestro, quella della maestra, poiché sembravano più portate ad occuparsi dei bambini e meno inclini alla politicizzazione. Questa fu una delle prime possibilità per le donne di diventare indipendenti e autonome. Venne anche creata la figura della suora-maestra, la quale unificò la vocazione religiosa con gli interessi educativi. Ad ogni modo la figura dell'insegnante era prestigiosa all'epoca, in quanto contribuiva all progresso.

Inoltre venne introdotta la figura dell'insegnante di ginnastica, che inizialmente svolgevano il loro lavoro al di fuori della scuola, fino al 1878, quando l'insegnamento ginnico venne riconosciuto come materia scolastica. Esso è un altro fattore di progresso e modernizzazione. 

In aggiunta vi era la la professione di educatore di sordomuti e dei ciechi ed emerse quella di educatore dei soggetti portatori di malformazioni fisiche.  Ma solo alla fine del secolo verranno aperti i primi istituti per soggetti diversamente abili. 

Il padre Tommaso Pendola fu il più importante educatore di sordomuti del tempo. Mentre Maria Montessori si dedicò ai soggetti disabili sul piano psichico e grazie a lei nel 1900 venne aperta la Scuola Magistrale Ortofrenica di Roma, per la preparazione degli insegnanti dediti all'educazione e all'istruzione dei soggetti con disabilità cognitiva. 

Fu molto importante anche la figura dei medici, che erano promotori di stili di vita salubri, ma anche impegnati a combattere malattie, superstizioni e cattive abitudini. Con l'aumento dell'importanza di queste figure, vennero fatti maggiori studi riguardanti le norme igieniche.

Commenti

Post popolari in questo blog

Giovanni Gentile

Economia, politica e cultura

La democrazia