Edouard Claparède

 Edouard Claparède  

Egli fondò a Ginevra l'Istituto Jean-Jacques Rousseau, fu importante come centro di innovazione sul piano dell'organizzazione pedagogica, ma anche come luogo di elaborazione della visione del processo educativo nei termini delle scienze dell'educazione. In questo istituto lavorarono anche Jean Piaget e Roberts Dottrens. Venne poi accorporato alla facoltà di lettere dell'università di Ginevra e nacque l'Institut de Science de l'Education.  



Nacque a Ginevra il 24 marzo 1873, la sua famiglia era della buona borghesia e di fede religiosa calvinista. Frequentò il collegio fondato da Calvino e poi intraprese gli studi di medicina, laureandosi nel 1897. Nel frattempo si avvicinò alla psicologia e trascorse un breve periodo gli studi a Lipsia. Nel 1901 uno con Flournoy fondò la rivista "Archives de psychologie". Nel 1904 divenne direttore del laboratorio di psicologia sperimentale di Ginevra e in qualità di medico psicologo si dedicò a varie questioni, ma in particolare ai ragazzi disabili. Per questo motivo fece diversi viaggi a Bruxelles, tali esperienze lo orientarono verso la psicologia e le tematiche educative e nel 1905 pubblicò "psicologia del fanciullo e pedagogia sperimentale", mentre dal 1908 incominciò ad insegnare psicologia sperimentale all'Università di Ginevra.


Negli ultimi anni della sua vita l'Europa era minacciata dai totalitarismi, per questo condusse un'indagine sui drammatici eventi in corso, difendendo il principio umanitario della cooperazione tra i popoli e della libertà della scienza. Morì a Ginevra il 29 settembre 1940.

I docenti

Egli era convinto che la validità dell'azione educativa dipendesse dalla preparazione psicologica degli insegnanti e dalla loro capacità di avvalersi di un adeguato spirito scientifico, che potesse aiutare a migliorare la loro professione attraverso l'osservazione e la sperimentazione di nuove pratiche educative didattiche.

Dunque egli invitava i maestri a studiare gli allievi e l'ambiente nel quale vivono, con il fine di individuarne le potenzialità intellettive, i bisogni, gli interessi e il livello dello sviluppo fisico e psichico.

Scuola individualizzata 

Egli scrisse "La scuola su misura", in cui afferma che la diversità delle attitudini e differenti ritmi di sviluppo di ogni the studente, richiedono un'organizzazione della vita scolastica individualizzata, ovvero deve essere predisposta secondo i ritmi di apprendimento e le specifiche caratteristiche personali. 

Egli suggerisce il superamento del modello scolastico tradizionale, caratterizzato da classi rigide, per sostituirlo ad apprendimenti in classi mobili, classi parallele, sezioni parallele, discipline opzionali, impiego di materiali autocorrettivi…

Inoltre l'allievo che apprende va a posto al centro dei programmi e dei metodi, pertanto la scuola è tenuta a rispettare i ritmi di sviluppo di ciascun allievo.

La teoria pedagogica 

Egli sosteneva la concezione evolutiva e funzionale dei fenomeni psicologici, ovvero che l'essere umano si sviluppa per fasi successive, lunedì pendente dall'altra. Secondo lui la pedagogia era un insieme di pratiche metodologiche finalizzate a facilitare l'adattamento dell'organismo all'ambiente.

Le tre leggi

Egli individua tre principali leggi:

  1. Legge del bisogno, secondo la quale l'attività mentale è sempre generata da un bisogno
  2. Legge dell'interesse momentaneo, secondo cui in ogni momento un organismo agisce seguendo la direzione del suo interesse più forte.
  3. Legge del tatonnement, beh, quando la situazione risulta essere in edita e senza alcun appiglio, l'individuo ricorre al comportamento del tatonnement, alla ricerca di un nuovo equilibrio che non è possibile subito ripristinare.
Educazione e l'istruzione si devono svolgere seguendo queste tre principali regole psicologiche, inoltre devono assecondare l'esigenza naturale dei bambini ad apprendere per crescere.

Il valore della pedagogia sperimentale 

Egli oppone la pedagogia sperimentale, alla pedagogia tradizionale generica, verbalistica e dogmatica. Questo perché nessuna ragione teorica può sostenere l'idea che le questioni pedagogiche non debbano essere sottoposte ad un'adeguata sperimentazione.

La proposta educativa 

Egli era sostenitore della pedagogia funzionale, per questo riteneva che la scuola dovesse essere interessante, ovvero basata sulla naturale curiosità e sul desiderio di apprendere.
Egli puntava alla valorizzazione dell'intelligenza umana e al suo sviluppo naturale.
Le sue teorie verranno in seguito chiamate "pedagogie dell'apprendimento", in quanto si tratta di studi impegnati a promuovere la capacità autonoma e soggettiva di apprendere.
Egli pone molta attenzione al gioco infantile, il quale è un esercizio di apprendimento spontaneo.

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