Verso la pedagogia scientifica
Verso la pedagogia scientifica
Iniziò a diffondersi l'idea che la pedagogia andasse integrata ad altri sapere sull'essere umano come la biologia, la psicologia e la sociologia. Tutte insieme prendevano il nome di "Scienze dell'educazione". Dunque dal 900 la psicologia aiutò a delineare modalità più scientifiche per intervenire in campo educativo. Per esempio si prestò maggiore attenzione alla ricorsività dei fatti e al valore dimostrativo dei dati, con il fine di creare pratiche didattiche funzionali allo sviluppo mentale dei bambini.
Nel 1879 Wilhelm Wundt, fondò a Lipsia il primo laboratorio sperimentale di psicologia e subito questa iniziativa fu riproposta in diversi Stati. Mentre nel 1890 James McKeen Cattell utilizzò test mentali con l'obiettivo di raccogliere in modo uniforme i dati relativi ai differenti aspetti della vita psicofisica.
Sulla stessa corrente Alfred Binet, nel 1905, presentò i primi test di intelligenza, il cui obiettivo era quello di identificare gli alunni che avevano bisogno di un particolare aiuto nelle materie scolastiche.
Nel 1912 William Stern perfezionò questo strumento e introdusse il QI (quoziente di intelligenza), ovvero il calcolo del rapporto tra età mentale, misurata con i test ed età cronologica.
Nel 900 vennero anche identificati degli alunni, allora definiti ritardati o "anormali". Ed erano bambini considerati inadatti alla scolarizzazione, per via delle ridotte capacità mentali. Successivamente vennero predisposte nuove modalità didattiche idonee a favorire la crescita intellettuale.
Mentre Claparede dedicò maggiore attenzione agli insegnanti, poiché era convinto che necessitassero di una migliore preparazione.

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